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Rimborso del pedaggio in caso di code per cantieri: Robin accoglie con favore il nuovo approccio, ma l'Autostrada del Brennero e l'attuazione digitale restano punti critici

28. Mag 2026

Dal 1° giugno 2026 sulle autostrade italiane sarà introdotto per la prima volta un meccanismo di rimborso del pedaggio in caso di lunghi ritardi causati da cantieri stradali. L'associazione per la tutela dei consumatori Robin accoglie favorevolmente l'impostazione generale della nuova normativa dell'Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART), al cui processo regolatorio Robin ha contribuito con proprie osservazioni.

«È positivo che, dopo anni di discussioni, venga finalmente istituito un meccanismo di indennizzo. Non siamo però soddisfatti del risultato, perché la normativa rimane piena di limitazioni», dichiara Walther Andreaus, direttore di Robin.

L'ART stessa definisce il provvedimento «innovativo» e parla di «tutela concreta per i cittadini» (si veda il comunicato stampa 9/2026). Il principio cardine è il "pay per use": il pedaggio deve essere «equo e proporzionato al servizio effettivamente reso». L'Autorità chiarisce inoltre che i rimborsi non potranno essere scaricati sui consumatori attraverso futuri aumenti tariffari.

Cosa viene rimborsato – e cosa no

I rimborsi si applicano esclusivamente in caso di cantieri programmati con restringimento della carreggiata. Non è invece previsto alcun indennizzo per incidenti, maltempo, traffico intenso, esodi, cantieri d'emergenza o interventi di sicurezza.

Le soglie di rimborso sono graduate: sulle tratte fino a 50 chilometri la norma scatta a partire da 10 minuti di ritardo, sulle tratte più lunghe da 15 minuti. In caso di attese eccezionalmente prolungate è previsto il rimborso integrale del pedaggio, fino al 100 per cento.

Tratte con più concessionari inizialmente escluse

Stando alle informazioni attualmente disponibili, dal 1° giugno 2026 la nuova norma si applicherà soltanto ai tratti autostradali gestiti da un unico concessionario. Di particolare rilievo per l'Alto Adige e il traffico di transito è quindi il tratto fino ad Affi o Verona. Solo dal 1° dicembre 2026, secondo quanto indicato dall'ART, entreranno nel regime anche le tratte con più gestori – tra cui ampie porzioni della rete di Autostrade per l'Italia.

Attuazione digitale: un patchwork al posto di una soluzione unitaria

Restano grandi punti interrogativi sull'attuazione tecnica. Il rimborso dovrà essere richiesto esclusivamente in via digitale. Autostrade per l'Italia rimanda attualmente alla propria piattaforma e app «Muovy Cashback», ma una soluzione davvero unitaria per tutti i gestori non è ancora realtà. Anche sui siti internet dei concessionari autostradali i consumatori cercano invano informazioni chiare e comprensibili su come e dove richiedere il rimborso. L'Autostrada del Brennero A22 non fa eccezione.

«Chi è bloccato in un ingorgo per cantieri ha bisogno di un sistema semplice e possibilmente automatico. Invece i consumatori devono ancora oggi scoprire da soli quale ufficio è competente, quale gestore era responsabile – e se il sito del proprio tratto autostradale contenga o meno informazioni aggiornate in merito. Questo non è accettabile», afferma Andreaus.

Robin critica inoltre che la normativa continui a non considerare i gravi ingorghi causati dal traffico ordinario, e seguirà con attenzione la fase di attuazione.

La nuova norma entra in vigore prima dell'inizio della stagione estiva di punta.