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Costo della vita in Alto Adige: il conto diventa sempre più salato per molte famiglie

23. Set 2026

Ad agosto abitazione ed energia a Bolzano rincarano dell’8,8%, il gasolio da riscaldamento +38,2%, l’elettricità +17,6% e il gas +12%. Robin chiede un monitoraggio dei prezzi più incisivo e misure concrete da parte della Provincia contro l’alto costo della vita

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Gli ultimi dati sull’andamento dei prezzi a Bolzano mostrano una situazione sempre più problematica: mentre l’inflazione generale nell’agosto 2026 si è attestata al 3,6%, la voce “abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili” è aumentata dell’8,8% rispetto ad agosto 2025.

Particolarmente rilevanti sono gli aumenti del gasolio da riscaldamento (+38,2%), di legna, pellet e bricchetti (+18,8%), dell’elettricità (+17,6%) e del gas (+12%). Anche per i trasporti i rincari sono significativi: diesel +24,3%, benzina +14,5%, GPL e metano +8,3%.

Per Robin, questi dati dimostrano che il tasso medio di inflazione descrive solo in parte il reale peso dei rincari sulle famiglie. Proprio per abitazione ed energia i consumatori hanno possibilità limitate di sottrarsi agli aumenti: si tratta di spese fondamentali, che rincarano dell’8,8%, quasi due volte e mezza rispetto al livello generale dei prezzi.

L’Alto Adige è ricco, ma non tutte le famiglie riescono a tenere il passo

I dati AFI evidenziano un quadro differenziato. Tra il 2014 e il 2024 il costo della vita in Alto Adige è aumentato del 27,3%, mentre le retribuzioni nominali nel settore privato sono cresciute del 21,5%.

Secondo una recente analisi AFI basata sui dati delle famiglie del 2024, il 20% delle famiglie altoatesine con maggiori capacità economiche spende in media 6,7 volte quanto spende il 20% con minori capacità economiche. In provincia di Trento il rapporto è 4,5, a livello nazionale 4,9. Il Barometro AFI mostra inoltre che il 44% dei lavoratori altoatesini ritiene di non riuscire a risparmiare nei prossimi dodici mesi, mentre il 25% dichiara di avere difficoltà ad arrivare a fine mese con il proprio stipendio.

Dietro le medie di una provincia ricca come l’Alto Adige esiste quindi una significativa differenza nelle possibilità economiche delle famiglie.

Bolzano non è tutto l’Alto Adige

L’attuale statistica dei prezzi riguarda il Comune di Bolzano e non può essere considerata una descrizione completa dell’andamento dei prezzi in tutto l’Alto Adige. In particolare per abitazioni, affitti, alimentari, ristorazione, mobilità e servizi, il peso sulle famiglie può variare nelle diverse zone.

Robin chiede quindi un monitoraggio più sistematico e capillare del costo della vita sull’intero territorio. Una rilevazione provinciale di alcuni prezzi al consumo è già stata effettuata in passato. Alla luce dell’andamento degli ultimi anni serve ora un sistema più dettagliato e regolare, che non si limiti a Bolzano ma comprenda città, aree rurali e zone caratterizzate da forte pressione turistica.

Robin chiede un monitoraggio dei prezzi per tutto l’Alto Adige

Serve un osservatorio permanente sui prezzi al consumo che monitori in particolare:

• abitazioni e affitti

• elettricità, gas ed energia per il riscaldamento

• generi alimentari

• carburanti e mobilità

• tariffe dell’acqua e delle acque reflue

• tariffe comunali

• ristorazione e servizi

• servizi per l’infanzia e istruzione

• costi sanitari e assistenziali

L’obiettivo è rendere visibili le differenze di prezzo, individuare tempestivamente gli sviluppi anomali e creare una base dati solida per le misure necessarie.

La Provincia deve fare di più che limitarsi a osservare

Per Robin la risposta non può fermarsi alla trasparenza. Se il costo della vita cresce per anni più rapidamente dei redditi, la Provincia deve verificare quali misure concrete siano possibili nell’ambito delle proprie competenze: dalla verifica di tariffe e canoni pubblici alla riduzione o attenuazione dei costi incomprimibili, fino a misure per aumentare l’offerta di abitazioni a prezzi accessibili.

Il sostegno non dovrebbe essere limitato esclusivamente a chi rientra nei tradizionali criteri di disagio economico. L’aumento del costo della vita colpisce sempre più anche le famiglie con redditi medi, che formalmente non sono considerate povere ma alla fine del mese hanno comunque sempre meno disponibilità.

Particolare attenzione ai costi dell’energia

I forti rincari energetici richiedono un’analisi più approfondita. Robin chiede di capire come si determinano questi aumenti e in quale misura arrivino ai consumatori finali. In un territorio caratterizzato da una forte produzione idroelettrica occorre inoltre chiedersi perché i consumatori locali siano esposti a dinamiche dei prezzi dell’elettricità che non sembrano direttamente riconducibili ai costi locali di produzione.

Anche sui prezzi degli alimentari serve maggiore attenzione

Se singole categorie di prodotti aumentano in un anno del 20, 30 o quasi del 60%, mentre altre diventano sensibilmente più economiche, il tasso generale di inflazione non è sufficiente. Per le famiglie conta ciò che viene effettivamente acquistato con regolarità.

Robin ritiene quindi utile introdurre un paniere altoatesino dei consumi, regolare e rappresentativo, che rifletta le spese effettive delle diverse tipologie di famiglie.

Dichiarazione di Walther Andreaus, direttore di Robin

„L’Alto Adige non può accontentarsi del fatto che l’inflazione media sia del 3,6%. La questione decisiva non è quanto sia l’inflazione media, ma quanto rimane effettivamente alle persone alla fine del mese. Ed è proprio qui che emerge il problema: l’Alto Adige non ha soltanto un problema di trasparenza, ma deve fare i conti con un costo della vita elevato e in continuo aumento.“

Andreaus prosegue:

„In passato in Alto Adige è già stata effettuata una rilevazione a livello provinciale di alcuni prezzi al consumo. Alla luce dell’andamento degli ultimi anni, oggi abbiamo però bisogno di molto di più: un monitoraggio dettagliato e capillare dei prezzi in tutto l’Alto Adige, non solo a Bolzano. E da questi dati devono derivare misure concrete: sulle tariffe, sui canoni, sulla casa e sull’energia. Il monitoraggio dei prezzi non può essere fine a se stesso: la Provincia deve agire.“

Robin chiede pertanto:

1. Un Osservatorio provinciale sui prezzi al consumo, con confronti periodici nelle città, nelle aree rurali e nelle zone caratterizzate da forte pressione turistica.

2. Un monitoraggio dettagliato dei costi incomprimibili delle famiglie, in particolare abitazione, energia, acqua, mobilità e alimentari.

3. Un’analisi delle cause dei maggiori rincari, anziché limitarsi a rilevarli statisticamente.

4. Misure concrete da parte della Provincia per alleggerire il peso sui bilanci familiari, soprattutto nei settori in cui la Provincia o gli enti pubblici possono intervenire.

5. Un ampliamento delle misure di sostegno alla fascia più ampia della popolazione, quando l’aumento del costo della vita colpisce anche famiglie che non rientrano nelle tradizionali soglie di povertà o disagio.

6. Un “Paniere altoatesino” pubblicato regolarmente, per rendere visibile l’effettivo andamento dei costi per le diverse tipologie di famiglie.

 

Perché l’Alto Adige non è ricco soltanto quanto suggeriscono i valori medi. Ciò che conta è quanto le persone possono ancora permettersi con il proprio reddito.