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Castelrotto tutela i cittadini e l'ambiente: Robin invita tutti i Comuni altoatesini a seguire questo esempio

05. Ago 2026

Robin: «Chi produce grassi deve farsi carico anche dei costi che ne derivano, non l'intera collettività!»

L’associazione di consumatori Robin accoglie con favore la decisione del Comune di Castelrotto di inasprire in modo significativo il proprio regolamento per il servizio di fognatura. Il Consiglio comunale ha, infatti, stabilito che l'obbligo di installare un separatore di grassi negli esercizi di ristorazione scatterà già a partire da 50 pasti serviti al giorno, mentre finora la soglia era fissata a 200 pasti.

Come emerge dai lavori del Consiglio comunale questa decisione è stata adottata in risposta ai costi aggiuntivi annuali di circa 45.000 euro sostenuti dal Comune per il lavaggio delle condotte fognarie e la rimozione di depositi di grasso e ostruzioni. In futuro, un numero sensibilmente maggiore di esercizi dovrà, quindi, dotarsi di adeguati separatori di grassi.

Per Robin si tratta di una scelta esemplare, nell'interesse sia dei cittadini sia della tutela dell'ambiente.

«Castelrotto dimostra che i Comuni non devono restare a guardare mentre i costi di uno smaltimento scorretto dei grassi finiscono per gravare su tutti i contribuenti attraverso le tariffe fognarie. È un passo importante verso una maggiore equità e verso una concreta applicazione del principio "chi inquina paga"», afferma Walther Andreaus, direttore di Robin.

Il principio "chi inquina paga" al posto dei costi occulti

Negli ultimi mesi Robin ha più volte richiamato l'attenzione sul fatto che i depositi di grasso nelle reti fognarie e negli impianti di depurazione generano costi aggiuntivi rilevanti che vengono poi trasferiti a tutte le famiglie attraverso le tariffe del servizio idrico integrato.

Per un singolo impianto di depurazione sono stati stimati costi supplementari pari a circa 150.000 euro all'anno. Estendendo il dato all'intero Alto Adige si tratta di milioni di euro sostenuti non da chi causa il problema, bensì dall'intera collettività.

In risposta a una richiesta di Robin, l'Amministrazione provinciale ha, inoltre, riconosciuto di non disporre di dati né sull'effettivo aggravio economico per le famiglie né sulla quota di tali costi attribuibile alle attività di ristorazione e turismo. Allo stesso tempo, non risultano attualmente previste misure di carattere provinciale.

Castelrotto si ispira alle regole tecniche riconosciute

Robin valuta molto positivamente il fatto che il nuovo regolamento faccia riferimento alla norma UNI EN 1825, riconosciuta a livello europeo quale standard tecnico per il dimensionamento dei separatori di grassi.

La norma prevede che i separatori siano dimensionati sia in base alla dotazione della cucina sia in funzione del numero effettivo dei pasti serviti nell'arco della giornata, comprendendo colazione, spuntini, pranzo, merenda e cena. Nella pratica, invece, spesso si equipare il numero dei posti letto ad un pasto, sottostimando così il reale carico di grassi.

L'Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (HGV) di Castelrotto ha affrontato la questione con spirito costruttivo, informando in modo puntuale e tecnicamente fondato i propri associati. In questo modo, le imprese possono oggi distinguersi anche sotto il profilo della sostenibilità ambientale.

La nuova disciplina consente, quindi, di commisurare i separatori di grassi all'effettivo carico delle acque reflue, anziché affidarsi a una soglia numerica rigida e spesso poco rappresentativa.

«Il Comune di Castelrotto dimostra che le amministrazioni locali possono utilizzare il proprio margine di intervento per tutelare contemporaneamente l'ambiente e i cittadini che pagano le tariffe. Prevenire costa molto meno che riparare i danni», sottolinea Andreaus.

Robin: questo modello deve fare scuola

Robin invita il Consorzio dei Comuni della Provincia di Bolzano e l'Unione Albergatori e Pubblici Esercenti (HGV) a prendere come modello la regolamentazione adottata da Castelrotto per una revisione del regolamento tipo provinciale del servizio di fognatura.

Allo stesso tempo, Robin chiede che la Provincia sostenga i Comuni nelle attività di controllo e rafforzi le competenze dei gestori delle reti fognarie e degli impianti di depurazione nell'ambito della vigilanza.

«Ogni euro risparmiato grazie a un'efficace prevenzione alleggerisce le tariffe per i cittadini e contribuisce a proteggere le nostre acque. Castelrotto dimostra che il principio "chi inquina paga" non deve rimanere uno slogan, ma può essere concretamente applicato. Ci auguriamo che questo esempio venga seguito da tutti i Comuni dell'Alto Adige», conclude Andreaus.