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Inizia la stagione balneare, ma il Lago di Caldaro resta ancora sbarrato alla popolazione

20. Mag 2026

Robin invita al boicottaggio della collaborazione con Giunta Provinciale e Amministrazione comunale di Caldaro – prima udienza davanti al Consiglio di Stato il 17/09 a Roma - video di un cittadino alla fine

Con l’inizio della stagione balneare si ripresenta ancora una volta la stessa situazione vergognosa al Lago di Caldaro. Fatta eccezione per uno stretto mini-pontile, continua a non esistere un accesso libero per bagnanti e persone che desiderano semplicemente sostare e prendere il sole presso un bene naturale pubblico. Alla popolazione, e agli oltre 7.300 firmatari della petizione per un accesso libero e rispettoso al lago, viene quindi ancora negata la possibilità di usufruirne realmente.

L’associazione dei consumatori Robin punta il dito soprattutto contro la Giunta provinciale altoatesina. Nonostante importanti terreni sul lago siano di proprietà della Provincia, questi continuano a rimanere chiusi e inaccessibili. In particolare si tratta dell’ex area militare sulla sponda sud-orientale e di ulteriori superfici provinciali nella parte nord del lago.

«Non è più accettabile che terreni pubblici vengano trattati di fatto come proprietà private», dichiara il direttore di Robin, Walther Andreaus. «La Giunta provinciale continua a privilegiare interessi privati e particolari rispetto all’interesse collettivo. Robin non può imporre sanzioni, ma i cittadini possono esercitare pressione democratica attraverso un boicottaggio della collaborazione con la Provincia e con l’amministrazione comunale di Caldaro. È necessario dare un segnale forte affinché questa posizione venga finalmente rimessa in discussione.»

Robin chiede, quindi, alla Provincia di aprire immediatamente alla cittadinanza le aree di proprietà pubblica presenti sul Lago di Caldaro e di garantirne finalmente un accesso dignitoso, libero e sostenibile, senza ulteriori rinvii o giustificazioni.

Anche sul piano giuridico l’associazione prosegue la propria battaglia. Dopo che il TAR di Bolzano aveva dichiarato inammissibile il ricorso di Robin per motivi formali, senza entrare nel merito della questione dell’accesso libero al lago, la vicenda approda ora a Roma. Il 17 settembre si terrà davanti al Consiglio di Stato la prima udienza del procedimento. Robin conferma la propria determinazione a proseguire il percorso giudiziario.

«Il Lago di Caldaro è un bene pubblico e deve finalmente tornare a beneficio della collettività», conclude Andreaus. «Non accetteremo che la popolazione venga progressivamente esclusa dal proprio spazio naturale.»

 

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