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Ondata di caldo: il “mare dell'Alto Adige meridionale” deve essere accessibile a tutti

14. Lug 2026

La Puglia indica la strada con il „mare democratico“

Mentre l'Alto Adige sta già soffrendo per la terza ondata di caldo quest'anno a molte famiglie, ai giovani e agli anziani continua a essere di fatto negato il libero accesso al Lago di Caldaro, il "mare dell'Alto Adige meridionale". Per questo motivo l'associazione dei consumatori Robin rinnova il proprio appello alla politica provinciale affinché renda finalmente fruibile a tutta la collettività questo bene pubblico.

Il Lago di Caldaro rappresenta il bacino balneabile più facilmente raggiungibile per gran parte della popolazione dell'Alto Adige meridionale. Proprio durante estati sempre più torride dovrebbe essere un luogo di ristoro e di svago aperto a tutti, indipendentemente dal reddito o dalla possibilità di pagare un biglietto d'ingresso o di usufruire dei servizi degli stabilimenti balneari. Invece, l'accesso a questo bene naturale pubblico continua a essere condizionato dalla prevalenza di interessi economici e dalla presenza quasi esclusiva di strutture private.

Che un'altra strada sia possibile lo dimostra proprio una delle principali regioni turistiche italiane. Il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha lanciato il progetto del "mare democratico", con l'obiettivo di restituire mare e spiagge alla collettività. L'idea è quella di ampliare le spiagge pubbliche, renderle gratuite, attrezzate e realmente accessibili, affinché tutti possano riappropriarsi del mare. «Nessuno deve pagare per andare al mare, indipendentemente dal proprio status economico», ha dichiarato Decaro in un'intervista a La Repubblica. Parallelamente, la Regione intende rafforzare e facilitare l'accesso alle spiagge pubbliche.

Per Robin, questo rappresenta un esempio che dovrebbe far riflettere anche l'Alto Adige. Mentre in Puglia si rafforza politicamente il principio dell'accesso libero a un bene comune in Alto Adige continua a mancare la volontà politica di garantire concretamente il diritto di libero accesso al Lago di Caldaro.

«Il Lago di Caldaro è il nostro mare. In un periodo in cui le ondate di calore sono sempre più frequenti un bacino pubblico non può trasformarsi in un privilegio riservato a chi può permettersi di pagare un ingresso o un posto in uno stabilimento balneare privato. Un bene naturale pubblico deve essere realmente fruibile da tutti. La Puglia dimostra che una moderna politica turistica e il libero accesso ai beni comuni non sono in contraddizione: anche l'Alto Adige dovrebbe seguire questa strada democratica con linee guida simili per tutti i fiumi e i laghi», afferma il direttore di Robin, Walther Andreaus.

L'associazione dei consumatori Robin rivolge, quindi, un appello alla Provincia, ai Comuni e a tutte le autorità competenti affinché diano finalmente piena attuazione all'obbligo di garantire il libero accesso al Lago di Caldaro. Il lago non è un prodotto turistico esclusivo, bensì un bene comune che, soprattutto in un contesto di temperature sempre più elevate, rappresenta un elemento essenziale della qualità della vita e del benessere collettivo.