Dal 1° maggio 2026 sparisce un servizio essenziale: a rischio piccolo e-commerce, vendite tra privati e spedizioni economiche

A partire dal 1° maggio 2026 il servizio di posta prioritaria (Posta1 e analoghi) verrà escluso dal perimetro del Servizio Universale, in seguito alle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2026 (L. 30/12/2025 n. 199). Una decisione che rischia di avere conseguenze pesanti e diffuse su cittadini, piccoli venditori e sull’intero ecosistema dell’e-commerce.
L’associazione di consumatori Robin esprime forte preoccupazione per l’eliminazione di un servizio che negli anni ha rappresentato una soluzione fondamentale per spedizioni leggere, economiche e tracciate, un’opzione utilizzata quotidianamente da migliaia di piccole e medie imprese e da privati che vendono su piattaforme diffuse come Subito e Vinted.
«La cancellazione di Posta1 crea un vuoto reale nel mercato», dichiara il direttore di Robin, Walther Andreaus. «Non esiste oggi un’alternativa che combini costi contenuti, rapidità e tracciabilità. Senza questi elementi, interi settori rischiano di non essere più sostenibili.»
Poste Italiane ha indicato alcune alternative, come Raccomandata1 o i servizi standard ed express. Tuttavia, tali soluzioni risultano significativamente più costose o non adeguate alle esigenze di spedizioni di piccolo valore. Anche l’opzione più economica, Posta4, non rappresenta una risposta concreta. Infatti, è priva di tracciamento, requisito ormai indispensabile per qualsiasi transazione online.
Senza un sistema che certifichi la consegna diventa impossibile operare in sicurezza nelle vendite a distanza. Il rischio è quello di favorire esclusivamente i grandi operatori logistici e le grandi piattaforme, penalizzando fortemente i piccoli venditori e i consumatori.
La decisione appare ancora più critica alla luce del rinnovo della concessione del Servizio Universale a Poste Italiane fino al 2036, che dovrebbe garantire accessibilità, equità e coesione territoriale nei servizi postali.
Robin sottolinea, inoltre, come l’impatto non riguardi solo le imprese, ma anche i privati cittadini che vedranno ridotte le possibilità di spedizione economica e affidabile, con effetti concreti sulla vita quotidiana.
Per questo motivo, l’associazione sostiene e invita a sottoscrivere la petizione online disponibile su Change.org (change.org/p/impedire-la-cancellazione-del-servizio-posta-1-e-posta-1-pro), già firmata da numerosi cittadini e operatori del settore.
Robin chiede alle istituzioni e a Poste Italiane di riconsiderare questa scelta o di introdurre soluzioni alternative realmente equivalenti che non compromettano il futuro di migliaia di attività economiche e i diritti dei consumatori.